Che cos’è l’incentivo e a quanto ammonta?
Il bonus si configura come un contributo a fondo perduto che copre l’80% delle spese sostenute per acquistare e installare punti di ricarica per veicoli elettrici, come wall box o colonnine.
Trattandosi di un aiuto mirato alla sfera privata, prevede due tetti massimi di spesa:
- Fino a 1.500 euro per le persone fisiche.
- Fino a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Chi può richiederlo (e chi resta escluso)
La platea dei beneficiari è ben delineata dalla norma:
- Ammessi: Persone fisiche residenti in Italia e condomìni (tramite l’amministratore o un referente delegato).
- Esclusi: Imprese di ogni dimensione, società, titolari di Partita IVA per uso aziendale ed enti pubblici.
Quali sono le condizioni operative e gli interventi ammessi?
Per accedere al contributo non basta acquistare una wall box; occorre rispettare precise regole di esecuzione:
- Tipologia di spesa: L’agevolazione copre l’acquisto dei dispositivi di ricarica, i lavori di posa in opera (quadri elettrici, cavi, protezioni), le eventuali opere edili accessorie, i costi per le prestazioni professionali e gli adeguamenti della potenza elettrica.
- Tracciabilità assoluta: Tutti i pagamenti devono avvenire tramite sistemi tracciabili (bonifici, carte di credito/debito). I pagamenti in contanti sono vietati.
- Regolarità tecnica: L’installazione deve essere effettuata da un elettricista o un’impresa abilitata, capace di rilasciare la Dichiarazione di Conformità dell’impianto (DiCo).
Per questo incentivo non sono previste premialità particolari o maggiorazioni (ad esempio legate al reddito ISEE o alla posizione geografica): la percentuale di copertura resta fissa all’80% per tutti gli aventi diritto.
Le scadenze da segnare in agenda
Il MIMIT ha programmato questa misura su un arco pluriennale, fino al 2030, destinando risorse specifiche per ogni anno (15 milioni di euro all’anno fino al 2029 e 8 milioni per il 2030).
Le date e le finestre temporali da considerare per la rendicontazione dei lavori sono le seguenti:
- Periodo di esecuzione lavori (2026): Per la prima annualità sono ammissibili gli interventi completati tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026.
- Apertura dello sportello: Le domande possono essere inviate online dalle ore 12.00 del 22 settembre 2026 fino alle ore 12.00 del 31 gennaio 2027.
Come funziona l’iter di domanda: dai lavori all’accredito
L’incentivo viene erogato a consuntivo, il che significa che prima si realizzano i lavori, si saldano le fatture e poi si richiede il rimborso. L’iter si sviluppa in pochi passaggi consequenziali:
- Installazione e Saldo: Si acquistano i dispositivi e si fanno eseguire i lavori di posa in opera, saldando l’impresa con metodi di pagamento tracciabili.
- Raccolta dei Documenti: Bisogna recuperare le fatture elettroniche, le ricevute dei bonifici, la Dichiarazione di Conformità (DiCo) rilasciata dall’installatore e, nel caso dei condomìni, la delibera dell’assemblea con la ripartizione dei millesimi.
- Invio dell’Istanza: Accedendo alla piattaforma dedicata tramite SPID, CIE o CNS, si compila il modulo elettronico allegando la documentazione richiesta e fornendo l’IBAN per l’accredito.
- Verifica e Liquidazione: Invitalia effettua i controlli e, in caso di esito positivo, procede al bonifico del contributo sul conto corrente.
La conservazione dei documenti
Ottenuto il rimborso, la pratica non si chiude del tutto. Il Ministero effettua infatti controlli e verifiche a campione. È dunque fondamentale conservare tutta la documentazione per almeno 5 anni: dalla copia della domanda inoltrata alle fatture, fino alle ricevute di pagamento e al certificato di conformità dell’impianto.
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Cristiano Venturi – Consulenza & Business Management – soluzioni@solaresociale.it